Chiesa dei Santi Nazario e Celso – Scaria
Un luogo inaspettato
Proseguendo verso nord lungo la strada carrabile che attraversa il centro di Scaria (Alta Valle Intelvi), ci si trova improvvisamente davanti al cancello di una piccola chiesa in pietra, adagiata in un contesto silenzioso e raccolto. La chiesa custodisce anche un antico cimitero, rendendo l’atmosfera ancora più suggestiva.
Aprendo il cancello, per un effetto “wow”, vi consigliamo di girare subito a destra lungo il fianco della chiesa. Le pareti in pietra, solide e ben conservate, mostrano una struttura possente, con muri spessi alla base e raffinate bifore che incorniciano la luce. Proseguite, svoltate l’angolo a sinistra e alzate lo sguardo: le volte affrescate, sobrie ma intense, raccontano storie sacre ormai sfumate dal tempo, ma ancora vive nella memoria dei luoghi.
Il corridoio è leggermente in penombra… ma non fermatevi. Continuate fino in fondo e fermatevi un attimo. Davanti a voi si apre la loggia con le sue colonne in pietra, sobria e armoniosa: qui l’architettura romanica incontra la semplicità delle chiese di montagna, creando un equilibrio perfetto. In una giornata limpida, nelle ore centrali, la luce del sole accende i colori dei dipinti e delle decorazioni murarie, rivelando tutta la loro bellezza autentica.
Cenni storici e artistici
La chiesa dei Santi Nazario e Celso è di origini romaniche, risalente almeno al XII secolo, anche se alcune sue parti sono state rimaneggiate nei secoli successivi. È uno degli edifici sacri più antichi della Valle Intelvi. Il suo aspetto attuale, semplice ma solenne, è frutto di stratificazioni che uniscono elementi romanici e barocchi.
All’interno, e in particolare nella loggia laterale, si possono ancora ammirare affreschi del Quattrocento e Cinquecento, probabilmente realizzati da artisti locali influenzati dalle scuole lombarde dell’epoca. I soggetti sono religiosi, ma ciò che colpisce è la loro composizione intima e pacata, che ben si accorda con la spiritualità del luogo.
Un dettaglio curioso
Secondo una tradizione locale, in passato la loggia veniva utilizzata anche come luogo d’accoglienza per i viandanti e i pellegrini, che trovavano qui riparo durante i lunghi tragitti tra Como e il Canton Ticino. La chiesa, infatti, si trova lungo una delle antiche vie di transito alpino.
Nel piccolo cimitero adiacente, alcune lapidi riportano solo numeri: si tratta di sepolture anonime o molto antiche, legate a persone povere o a vittime di epidemie, il cui nome si è perso nel tempo. I piccoli angeli in pietra che vegliano sulle tombe aggiungono un senso di delicatezza e umanità profonda.
Conclusione
Una visita a questo luogo è un’esperienza di silenzio, bellezza e memoria. Lasciate che siano i dettagli — una colonna, un affresco sbiadito, un numero inciso sulla pietra — a parlare. Vi invitiamo a entrare con rispetto e delicatezza: la chiesa dei SS. Nazario e Celso è un piccolo tesoro nascosto, che racconta secoli di storia con la voce pacata delle cose autentiche.